Sognava una donna con un pene

Il piacere sessuale che si sperimenta nei sogni erotici
Trama[ modifica modifica wikitesto ] Lui ha un'amante.

Dedicato a tutte le donne che hanno la fortuna di raggiungere la complicità totale col proprio partner. Dedicato a tutti gli uomini che hanno il coraggio di amare le loro donne nella libertà di sognava una donna con un pene la propria passionalità. Stava cercando di convincere Simone, il ragazzo suo vicino di casa, a scendere nella piazzetta per giocare.

Lucio sapeva perfettamente da quale bieco interesse nascesse quell' insistenza: Simone era il detentore del gruppo più nutrito di figurine dei calciatori Panini e della più ghiotta collezione di Topolino del quartiere. Inclusi gli Almanacchi e gli Albi speciali!

Il suo vicino era un bravo ragazzo, figlio unico di una coppia anziana.

L'AMICO SEGRETO

Sembrava un po' più lento degli altri ragazzi ma, in realtà, era solo timido e molto introverso. Lui lo conoscevo meglio degli altri ragazzacci perché abitavano di fronte, sullo stesso pianerottolo. Si sentiva un po' responsabile nei suoi confronti perché era un po' più grande, e molto più sveglio … e anche perché i suoi genitori, per procurargli un po' di compagnia, permettevano a Lucio di giocare a casa sua. Una casa cupa e buia, con le ante sempre serrate, che per tutti gli altri era off-limits.

La stanza dei giochi: una stanza piena, zeppa, di giocattoli di ogni tipo, provenienza e specie. Probabilmente servivano per tentare di riempire tutti i vuoti che non avrebbero mai potuto colmare nelle esigenze del piccolo; e anche per tenerlo il più possibile chiuso in casa, per evitare quei pericoli che i vecchi vedono sempre e i ragazzi, mai.

Ora, non è che a loro, piccoli e probabili criminali, i giocattoli facessero gola sognava una donna con un pene … preferivano fionde e coltelli; ma certo una sbirciata di nascosto dagli altri si poteva pur dare, in fondo anche Lucio, era pur sempre poco più di un bambino.

Un'altra cosa che gli altri non dovevano sapere, era che i giochi nascosti, che tutti i ragazzi più o meno facevano, legati alle prime curiosità sessuali tipicamente giovanili, a volte, venivano ripresi e "perfezionati" tra i due ragazzi, quando erano da soli nelle stanze buie della vecchia casa.

erezione maschile tutti perché il pene si gonfia

In quei frangenti, Lucio più grande, volitivo e "maschio", assumeva un ruolo dominante e possessivo. Simone, del tutto incapace di tener testa all' amico, lo accontentava assumendo un ruolo passivo e a lui più congeniale. Non era tanto per una tendenza all' omosessualità, quanto per un pigro, quasi filosofico, fatalismo nei confronti della vita. Lucio non era un capo, volutamente, ma era un pericoloso felino solitario e infido: un lupacchiotto, con cui nessuno aveva piacere a misurarsi.

Come iene deluse, fecero buon viso a cattivo gioco. Dopo pochi minuti correvano, gridando e si azzuffavano, rincorrendo il Super Santos arancione. Non sarebbe passato troppo tempo e qualche adulto furibondo lo avrebbe sequestrato, o peggio, bucato.

I sogni erotici riflettono emozioni e sensazioni

Era ancora l' epoca in cui i ragazzi prendevano anche qualche scapaccione, senza che per questo venisse richiesto l'intervento della CIA. Avevano tutti più o meno la stessa età.

Quell' età in cui a tantissimi ragazzini viene spontaneo conoscersi, indagarsi, e a volte quasi come in un gioco di ruolo, avere le prime, impacciate, esperienze erotiche. Anche in quello Lucio era un privilegiato. Si erano trasferiti da oltre dieci anni, ora lui era praticamente un giovanotto. Pieni di cambiamenti fisici e psicologici. La crisalide diventa farfalla ed è pronta per affrontare il suo destino: forte e matura.

La vecchia casa di famiglia si era liberata, da sognava una donna con un pene, dagli inquilini e si erano detti: perche tenerla abbandonata? Cosi, per scopare, non avrebbe dovuto più ricorrere ai mille, scomodi espedienti che rendevano ancora più bramoso e intrigante il sesso giovanile.

Immaginandosi le scene di cui sarebbe stato protagonista si senti come un pascià, pronto a spalancare la porta del suo Harem privato. Mi avevano detto che eri tornato. Non ti sei mai mosso dalla sognava una donna con un pene casa? I vecchi sono morti e mi hanno lasciato la casa. Almeno riesco a viverci Vieni a trovarmi, non farti problemi, attraversi il pianerottolo e sei da me Ciao, allora, adesso vado. Cicciolina e Moana erano le nuove ambasciatrici della ricerca erotica.

Naturalmente per Lucio avere uno studio-garconniere non poteva che rappresentare un grande vantaggio. Ma i tempi erano cambiati, le case erano piene di studenti in affitto che arrivavano da tutto il Sud per frequentare le varie facoltà universitarie.

Nessuno più si fossilizzava a controllare cosa succedeva agli altri: la vecchia città, diventava una metropoli. Intanto, il povero Simone sbarcava il lunario alla meglio e soprattutto essendo sognava una donna con un pene e schivo: non batteva chiodo. Non scopi? E Lucio ridacchiava. Parlare con un ingenuo come Simone lo stuzzicava. Naturalmente anche in lui si nascondeva una forte carica sessuale ed erotica. Quel ruolo gli piaceva. Ma adesso erano uomini. I cazzi erano grossi e duri. E la sborra non era acquiccia, ma sperma abbondante, denso e gustoso.

Infatti il rapporto si evolvè nei mesi successivi: diventando sempre più morboso e trasgressivo. Dopo che Simone aveva ripreso il suo ruolo di gregario accondiscendente alle esigenze del capobranco, iniziarono a sperimentare le nuove vie del piacere omosessuale.

Sempre più spesso gli permetteva di togliersi i pantaloni e le ridicole mutande bianche, anni cinquanta. Inoltre, quando si eccitava sul serio, il suo cazzo diventava veramente notevole e, pensava con raccapriccio Lucio, probabilmente non era ancora al massimo delle sue capacità espressive, visto che dopo tutto, lui nemmeno glielo toccava … ancora.

Magari poi nei suoi sogni ripensava a quel sognava una donna con un pene infinitesimale, senza ammetterlo neppure con se stesso. Dopo le seghe lunghe e languide, offerte quasi come un servizio, erano passati a Simone che diventava sempre più bravo nel fargli i pompini.

La cosa era andata avanti e quindi, facendolo sembrare più un premio che un piacere personale, anche Lucio aveva cominciato a concedere qualche attenzione a Simone. Una volta aveva provato a unire i loro due peni e a masturbarli sognava una donna con un pene contemporanea, non poteva nascondere il piacere unico che questo sfregamento provocava. Le prime volte il gesto era abbozzato, quasi controvoglia e con fredda partecipazione, ma poi … pian piano si era dovuto rendere conte che aspettava quegli incontri omosessuali, con maggior eccitazione di qualsiasi altro appuntamento erotico.

Desiderava imparare sempre meglio a fare il pompino a Simone e il sangue gli ribolliva nelle vene, quando si accorgeva che il cazzo del suo amico, sollecitato dalla sua lingua, si ingrossava a dismisura. Simone una volta aveva trovato il coraggio di chiedere: - Posso venire in bocca?

Salvo, in seguito, a desiderare nei suoi sogni, quello spruzzo di sborra, che tanto scioccamente aveva rifiutato.

cosa dovrebbe essere un membro con unerezione tagliare il pene con le forbici

Venne poi il tempo in cui cominciarono a desiderare qualcosa di più. Praticamente si ricordarono che, tanti anni prima, negli angoli più bui del vicolo o per le scale di sera, qualche volta, più per istinto che per conoscenza, Lucio aveva appoggiato il suo membro giovanile dietro le natiche di Simone.

Da sotto il taglio netto delle natiche, fioriva lo scroto compatto di Simone, scuro e profumato di umido. Poco oltre, dalle gambe strette tra loro per bloccarlo in posizione, il cazzo del giovane sembrava una piccola terza gamba. Si divertiva a prendere il pene di Simone tra le labbra e poi, nel perderlo, perché la posizione forzata rendeva il cazzo del giovane elastico e sfuggente.

La libidine del rapporto era sempre più cocente, fino a quando Lucio si decise a provare a penetrarlo, questa volta sul serio. Entrambi poggiavano sul lato destro del corpo.

pene piccolo cazzo deposizione sul pene

Non che ci tenesse sentimentalmente per Simone, ma di sicuro il loro era un rapporto estremamente particolare, che si combatteva a suon di posizioni psicologiche, più che a ritmo di semplice sesso. Il loro rapporto era segreto e intrigante. Fuori da quella casa ogni uno tornava ad essere una persona perfettamente normale e, soprattutto, eterosessuale. Lucio era deciso a godersi quei momenti al massimo per renderli memorabili.

Ovviamente la cosa era anche eccitante al punto che con la mano si cercava il buco tra le gambe e lo trovava completamente invaso da quel tronco di carne, che sfociava alla radice nelle morbide palle piene di sperma.

Quello sperma, lo sapeva, inderogabilmente sarebbe confluito nella profondità del suo culo, ne era certo. Venne poi posseduto, sempre nel culo e sempre per tutta la lunghezza del cazzo di Lucio, sia gitato di faccia che di dietro, poggiato sulla scrivania.

“Il Grande Oooh” del mondo dei sogni

Sul divano, si dovette stendere supino, con un cuscino sotto il bacino e una delle cosce, che per meglio spalancare il deretano, penzolava dal lato libero.

Lucio era sudato e arrapato. Il ritmo divenne costante e distaccato. La mente di Lucio vagava nei paradisi del piacere, mentre si accasciava pesantemente su Simone, che pur soffrendo per quel peso invadente, non aveva il coraggio di fermarlo. Scaricando la sua rabbia e la sete di dominio, tutta nel sedere dolorante arrossato. Aveva scoperto che la posizione più favorevole era quella in cui si stendeva sul divano a pancia in sopra, posizionando la testa rovesciata su un bracciolo.

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La dominazione del cazzo in quella posizione era totale. Il giovane era libero di chiavarglielo in bocca a suo piacimento, comodamente in piedi, con la possibilità di governare il ritmo e la profondità della penetrazione. Dal canto suo, vedeva in primo piano il cazzo in arrivo sognava una donna con un pene mentre lo pompava.

Vedeva anche il sacco coi coglioni, poteva carezzarlo e spesso, in un assurdo tentativo figurato, pur avendo la bocca piena fino alla radice del pene, cercava di spingerci dentro, almeno una, delle palle di Simone.

Spesso, questi gli sborrava in gola, senza che nemmeno riuscisse a sentirne il gusto. Aveva il dono di restare duro e in tiro a lungo, anche dopo la sborrata.

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Dopo questo tipo di pompa, le mascelle erano indolenzite. Non fu una passeggiata, come credeva. Infatti la sua speranza era che sapendolo mettere dietro, sarebbe stato altrettanto bravo a prenderlo, tra le natiche.

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Ormai non è che si potesse tirare indietro, anzi il gonfiore della cappella di Simone, lo rese ancora più lascivo e desideroso. Fu una sensazione difficile da raccontare: era come se vedesse quella grossa palla, estranea, che tentava di diventare parte della sua stessa carne. Gli avrebbe fatto male.

Ma era troppo arrapato per dire di no. Nulla di male. Una tantum. Si convinse che era un dono. Una sensazione da regalare a chi, diversamente, forse non avrebbe mai provato il piacere di … possedere.

Non aveva mai provato niente di simile. Era un dolore deciso e umiliante, ma allo stesso tempo gli dava il desiderio perverso di provarlo ancora, per avere e dare piacere. Lo faccio solo per te. Si rese conto che era cambiato. Restava quella strana sensazione di carne estranea che viaggiava nella sua.

Era il colmo del piacere, darsi totalmente. Dare il culo era un atto amorevole di sottomissione, che dava brividi di piacere e sensazioni profonde che nessun altro atto poteva eguagliare. Ogni tanto gli faceva cambiare la posizione delle gambe. In quelle occasioni, Lucio, con le dita controllava sia il pene di lui, scoprendolo enorme e tosto, sia lo stato del suo sfintere. Era molle e dilatato, al punto che ci poteva infilare anche il dito, per controllare i contorni del cazzo che lo stava ingroppando.

Una vera libidine. Restarono distesi per parecchio tempo, ritemprandosi. Dopo quella esperienza, Lucio era rimasto abbastanza turbato. Era perplesso e aveva una leggera forma di crisi interna. I suoi rapporti con la sua donna si intensificarono: quasi volesse provare a se stesso che nulla era cambiato. Era il maschio, lievemente prepotente di sempre. Anzi, giustificava il suo rapporto in maniera unilaterale: lui era più maschio che mai.

Poco importava se si trattasse di una commessa diciottenne di passaggio, della sua donna o del suo amichetto: lui, tirava fuori il suo arnese … e fotteva. Dietro, avanti, nella sognava una donna con un pene … per lui erano solo buchi, foderi, in cui infilare la sua spada in cerca di soddisfazione. Ma adesso che lo aveva preso nel corpo estraneo sul pene, le sue certezze vacillavano totalmente.

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Capi che il problema non era fisico, ma mentale. Ma la cosa che non volle capire, ma che volle riprovare: era il piacere intenso di dare. Avrebbe dimenticato per qualche ora la sua virilità, per donarsi al erezione con idropisia amico per il piacere omosessuale che traeva dal suo corpo. Per tutto quel tempo aveva evitato accuratamente di incontrarlo, ma adesso che era deciso, non si fece più problemi, anzi.

Il loro rapporto aveva adesso una connotazione affettiva e una complicità ancora più decisiva e netta. Sognava una donna con un pene assaporato il desiderio di possesso. Lucio, contro la sua volontà, non poté fare a meno di chiedergli, lascivamente, testosterone e dimensioni del pene lo aveva pensato e se lo aveva desiderato.

Invece di farlo rabbrividire, queste affermazioni gli diedero piacere. Sentiva che era il suo più grande desiderio. Forse nei suoi sogni, inculare Lucio, aveva anche il sapore nascosto di fottersi una donna. E questo lo arrapava ancora di più. Aveva addosso solo la camicia, tutta stropicciata, ormai.

Dopo pochi minuti il culetto di Lucio era del tutto rilassato e il cazzone di Simone lo stantuffava senza remore. Poi si mise di nuovo sul tavolo da lavoro. Simone pose gli avambracci sotto le ginocchia per sostenerlo e tenerlo fermo.

Moebius (film 2013)

Per la sborrata finale tornarono a mettersi in piedi, davanti allo specchio. Era scapocchiato totalmente e pieno di sperma. Lucio non seppe rinunciarci.

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