Pene a casa da mezzi improvvisati

La contenzione dell'infermo di mente e del tossicodipendente di Leonardo Grassi e Fabrizio Ramacciotti Il più elementare dei diritti di libertà solennemente garantiti dalla costituzione è il diritto alla libertà corsi di formazione per migliorare lerezione proprio corpo, il diritto a non essere contenuti, a non essere legati.

Quello di potersi muovere liberamente è il diritto primario, al quale conseguono tutti gli altri diritti. Tale diritto spetta a chiunque.

Anche gli autori dei più gravi reati hanno la libertà di muoversi, seppur entro i limiti del carcere e delle sue regole. È qualcosa di ancora più forte di un diritto, è la condizione necessaria per una vita umana. Eppure basta una malattia, una perturbazione della mente, uno stato di dipendenza da droghe o da alcool, oppure semplicemente la vecchiaia, perché questo fondamentale diritto venga messo in discussione.

Un tempo era dato per scontato che gli infermi di mente potessero essere contenuti.

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Il legislatore si preoccupava solo che la contenzione avvenisse secondo certe regole. Tale autorizzazione deve indicare la natura e la durata del mazzo di coercizione. Chi contravviene a tale disposizione è soggetto alla stessa pena stabilita dal comma precedente. American Association of Psichiatry norma con precisione la contenzione, stabilisce quali mezzi usare, quanto personale impiegare, quali provvedimenti adottare monitoraggio di polso, pressione ecc.

P, dando per scontato che la contenzione meccanica possa essere effettuata a carico degli anziani e dei dementi nelle case di riposo, nelle R. A, nei reparti di geriatria, nei reparti di rianimazione, nei reparti di neurologia ecc. Cosa sono i mezzi di contenzione? In generale, si tratta di un complesso di pratiche e di strumenti che vengono utilizzati per limitare la possibilità di movimento di un soggetto.

Alterazioni cutanee che influiscono sul pene

Valore pene a casa da mezzi improvvisati più rilevante quanto più attinente a libertà minime, elementari, naturali, come la libertà di potersi muovere. Sappiamo, per le molte esperienze ormai fatte, che è possibile evitare la contenzione a queste persone; occorre allora chiedersi pene a casa da mezzi improvvisati la contenzione sia tuttora lecita ovvero rappresenti un qualcosa di illecito, un reato.

Va detto, innanzitutto, che è ormai scientificamente provato che non esiste alcun nesso deterministico tra disturbo psichico e comportamenti violenti. Dietro tali comportamenti vi sono spesso, come per chiunque, fattori sociali, culturali, condizioni di dipendenza.

Solo raramente si ravvisano patologie psichiatriche, quali deliri persecutori, deliri allucinatori, la fase maniacale del disturbo ciclico e, solo in modo estremamente marginale, poche altre sindromi.

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La reazione, pene a casa da mezzi improvvisati, anche nel caso degli infermi di mente, non potrà essere disciplinata che dalle norme ordinarie in tema di legittima difesa o di stato di necessità. In genere lo psichiatra che ammette di utilizzare la contenzione sostiene che questa è una dolorosa necessità per impedire che quel certo paziente si faccia del male o faccia male ad altri.

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Eppure, se si arriva ad affermare che la contenzione è necessaria vuol dire che qualcosa non ha funzionato, che le "buone pratiche" della psichiatria non sono state attivate. Una psichiatria senza contenzione - va sottolineato - non solo è possibile, ma dopo la riforma del costituisce un obbligo giuridico e prima ancora deontologico. Vi sono situazioni in cui è consentito, anzi doveroso, intervenire su una persona anche usando la forza fisica coercizione o contenzione fisica pur con tutti i limiti del caso.

Nel caso in cui il paziente abbia tenuto comportamenti eteroaggressivi potrà valere anche la scriminante della legittima difesa. Altra cosa è la contenzione meccanica, cioè la contenzione per mezzo di speciali apparecchiature, quali le camicie di forza, i letti di contenzione, quelli muniti cioè di cinghie da applicare ai polsi e alle caviglie.

È ovvio infatti che occuparsi di una persona sofferente richiede più tempo, più personale e più danaro che semplicemente legarla ad un letto. Va infine fatto un accenno a quella che potrebbe essere definita "contenzione chimica", cioè il contenimento del paziente attraverso un uso improprio degli psicofarmaci.

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Prima ancora che antigiuridica, la contenzione è un atto di resa delle pene a casa da mezzi improvvisati sanitarie che la praticano, che con essa svelano la loro incapacità di stabilire un rapporto umanamente accettabile con il loro pazienti.

Per arrivare ad abolire la contenzione occorre dunque incidere su dette istituzioni.

In medicina, e quindi anche in psichiatria, in geriatria, in tossicologia, vige un obbligo generale di corretta informazione, sancito dal codice di deontologia medica del È sempre possibile poi chiedere copia delle cartelle cliniche.

La legge sulla trasparenza amministrativa n. È possibile poi ricorrere al Tribunale per i Diritti del Malato o al Difensore Civico, anche se va detto che da sondaggi effettuati dagli autori presso il difensore civico di Bologna e di Venezia e presso il Tribunale per i diritti del malato risulta che questi soggetti non vengono quasi mai coinvolti in questioni attinenti alla contenzione.

Infine occorre ricordare che la contenzione meccanica, almeno a giudizio di chi scrive, rappresenta un illecito penale.

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Atti di contenzione possono integrare in particolare il delitto di sequestro di persona, e, secondo le circostanze, quello di violenza privata, di maltrattamenti o anche, come si dirà meglio in seguito, quello di abbandono di incapace. Frequentemente, peraltro, la contenzione è stata ritenuta scriminata per stato di necessità art. La giurisprudenza, infatti, è discontinua e talvolta tende a dilatare ingiustificatamente le scriminanti.

In realtà le decisioni giurisprudenziali in tema di contenzione sono piuttosto scarse, non solo perché le condizioni soggettive delle persone offese sono spesso tali da non consentire loro neppure di proporre denuncia, ma anche perché in vaste aree culturali viene tuttora dato per scontato che sia del tutto lecito contenere con la forza i soggetti disturbati psichicamente, i tossicodipendenti, gli anziani affetti da demenza senile ricoverati negli ospizi: insomma, tutti quei soggetti deboli che possono produrre disordine coi loro comportamenti.

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Le decisioni giurisprudenziali più rilevanti in materia di contenzione riguardano per lo più situazioni in cui il contenimento del paziente ha comportato effetti ulteriori rispetto alla "semplice" limitazione della libertà, quali soprattutto lesioni personali.

Peraltro la giurisprudenza ha fissato definitivamente alcuni punti.

In secondo luogo va tenuto presente che vi sono forme di contenzione che per le loro modalità esecutive sono da considerare sicuramente illecite. Tali strutture, per la loro specifica funzione, infatti, dovrebbero essere organizzate in modo tale da fronteggiare le emergenze nel rispetto dei diritti dei loro pazienti.

Prendiamo ad esempio la situazione di un paziente che soffra di un delirio di tipo persecutorio:è convinto che i suoi vicini di casa stiano complottando contro di lui per sfrattarlo e a questo fine mettono in pene a casa da mezzi improvvisati ogni tipo di aggressioni. Il campanello rotto da un qualche monello,la spazzatura lasciata per incuria sulle scale o un televisore ad alto volume durante la notte che impedisca il sonno divengono prove certe di questa persecuzione da cui il paziente cercherà di difendersi.

Il servizio Psichiatrico contattato potrà muoversi in due modi: cercare di entrare in rapporto con il paziente e ridialettizzare la situazione relazionale ferita, anche tramite visite domiciliari, oppure limitarsi a produrre un trattamento sanitario obbligatorio. Per il paziente il ricovero coatto tramite la forza pubblica diverrà una conferma del complotto contro del quale riterrà complice anche il servizio psichiatrico.

Una volta giunto in reparto tenterà in ogni modo di difendersi acquistare farmaci per lingrandimento del pene personale e da quelli che "vogliono farlo passare per matto". Rifiuterà le terapie, tenterà la fuga.

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Ad esempio, un paziente ricoverato in Spdc è in preda a forti allucinazioni uditive. Una voce terribile gli annuncia che in quel momento i suoi figli stanno per essere uccisi da un malvivente e che anche lui è in pericolo di vita. Ovviamente è terrorizzato e tenta di fuggire dal reparto per difendere se stesso e i suoi cari.

In una situazione di questo tipo è difficile, anche se non impossibile, stabilire una comunicazione verbale utile, sia perché la allucinazione uditiva sovrasta le voci dei curanti sia perché il terrore è enorme.

Tanto è diffusa la convinzione che tali mezzi siano consentiti che recentemente una ditta di Bologna ha inviato un depliant ai servizi psichiatrici per illustrare la bontà di tali "presidi medico chirurgici" da lei prodotti. Si richiamano qui gli articoli più rilevanti del Codice di Deontologia Medica Art. Ogni ulteriore richiesta di informazione da parte del paziente deve essere soddisfatta In caso di paziente ricoverato il medico deve raccogliere gli eventuali nominativi delle persone preliminarmente indicate dallo stesso a ricevere la comunicazione dei dati sensibili".

La rivelazione assume particolare gravità quando ne derivi profitto, proprio o altrui, o nocumento della persona o di altri. Grassi C. Nunziata, "Infermità di mente e disagio psichico nel sistema penale, pag. Si riportano qui le massime relative alle decisioni di primo e secondo grado sul c.

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